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Come iOS14.5 può incidere sulle tue campagne marketing

Come iOS14.5 può incidere sulle tue campagne marketing

Il fatidico momento è arrivato. Dopo mesi di attesa e di rumor su tutti i possibili cambiamenti introdotti dal nuovo sistema operativo Apple, iOS14.5 è entrato in azione a tutti gli effetti. E se da un lato troviamo numerosi benefici per i consumatori che potranno usufruire di nuove features, dall’altro possiamo evidenziare una serie di svantaggi per i marketers che tracciano i propri utenti al fine di definire strategie efficaci.

Il problema principale del retargeting e delle strategie di vendita basate su strumenti terzi, come gli ADS e le campagne ADV, è proprio la mancanza di controllo diretto da parte del venditore. Quindi, se fino ad oggi ti sei affidato ai pixel come strumento di ottimizzazione della tua comunicazione, sappi che un gran numero di clienti sta per uscire dalla tua sfera di monitoraggio, facendoti perdere dati essenziali ed entrate significative.

La soluzione è solo una: avere un’app mobile nativa di proprietà, su cui poter sempre contare.

Vediamo insieme, più nello specifico, quali sono gli impatti negativi che il nuovo iOS14.5 potrebbe avere sul tuo business e come contrastarli.

Il consenso prima di tutto: ecco come cambia il tracciamento

Già da qualche mese, caricare la tua app sull’Apple store prevede una richiesta aggiuntiva da parte del sistema: fornire le informazioni riguardo ai dati che la tua app raccoglie e renderle disponibili sulla tua pagina prodotto. 

Ma non è tutto, per continuare a raccogliere e utilizzare i dati provenienti da dispositivi iOS 14.5 per le tue finalità di marketing, sarà necessario che i proprietari esprimano il loro consenso. Questo potrà essere fatto attraverso un prompt (ovvero una richiesta) che apparirà sul loro schermo sotto forma di pop up, in accordo con l’App Tracking Transparency (o ATT) Framework della compagnia.

Cosa significa tutto questo? Che se la tua audience si compone in maniera significativa di proprietari di uno smartphone marchiato Apple, il rischio di perderne le tracce diventa significativo. Sommando la percentuale di utenti che rifiuterebbe il tracciamento cliccando sbadatamente a quella che potrebbe farlo volontariamente per irrobustire la propria privacy, le campagne su Google, Facebook, Instagram, perderanno rilevanza. Avrai a disposizione dei tassi di conversione parziali, meno dati da ottimizzare e sarà impossibile targetizzare chiunque si escluda autonomamente dal tracciamento.

Un cambiamento esogeno, come quello messo in campo da Apple, rischia di mettere a repentaglio la tua attività facendoti perdere traccia dei tuoi utenti e costringendoti a riorganizzare le tue strategie. 

Gli utenti non si fidano: ecco perché cambia il tracciamento

L’IDFA (Identifier For Advertisers) è un identificatore univoco utilizzato per tracciare il comportamento di un utente attraverso tutte le app di una compagnia. Banalmente fa si che sia possibile quel meccanismo che ti avvisa quando i tuoi utenti cliccano sul tuo annuncio, o sul link per visitare il tuo sito, permettendo alla tua app di raccogliere dati in maniera sicura per i tuoi utenti. Tecnicamente le modifiche apportate da Apple non dovrebbero incidere sugli IDFA, considerando che il tracciamento e l’utilizzo di questi dati rimane consentito su accettazione da parte dell’utente.

Le crescenti preoccupazioni in merito alla privacy, però, potrebbero spingere un numero decisamente consistente di utenti a rifiutare il trattamento dei propri dati, quindi ad incidere sull’efficacia dell’IDFA. Secondo un test di AppFlyer, infatti, circa il 75% degli utenti si è mostrato propenso a negare il proprio consenso ad essere tracciato dalle app quando gli è stato sottoposto questo meccanismo di opt-in durante il 2020. In altre parole, il 75% degli utenti si sottrarrebbe volontariamente al monitoraggio dei propri comportamenti, sparendo da un giorno all’altro dal tuo raggio d’azione. Probabilmente non smetteranno di essere tuoi clienti, ma smetteranno di esserlo per il sistema, che non riuscirà più ad accedere a una gran quantità di dati essenziali e si troverà a svolgere delle analisi su una popolazione estremamente diversa dalla realtà. 

Possiamo concludere che l’IDFA non è stato ucciso, ma non è più in grado di fornirti dei dati qualitativamente efficaci, essenziali per continuare ad assicurarti le tue entrate.

Come corrono ai ripari i grandi Social?

Aggregated Event Measurement è il protocollo messo a disposizione da Facebook per continuare a tracciare gli eventi, ovvero le conversioni configurate sui tuoi pixel attraverso cui ottimizzare e personalizzare le tue campagne. Non si tratta però di un’ancora di salvezza efficace al 100%. Il limite di eventi selezionabile, infatti, si estende a un massimo di 8. E queste conversioni possono risultare da uno o più pixel, indipendentemente. Quindi, supponendo che tu fossi in possesso di 3 differenti pixel, l’evento “aggiunto al carrello” per il pixel 1, per il pixel 2 e per il pixel 3 ti lascerebbe soltanto altri 5 eventi disponibili, pur facendo capo alla stessa tipologia di azione. Maggiori sono i tuoi funnel di acquisizione, maggiore sarà la difficoltà nell’ottimizzare la tua comunicazione attraverso questo canale.

La soluzione

Come avevamo descritto in precedenza, dipendere troppo da sistemi di terze parti espone il tuo brand a rischi che non puoi controllare. Per questo, ora più che mai, è opportuno correre ai ripari e pensare di investire una parte del tuo budget per asset proprietari, come una mobile app. Potresti però pensare che ti serviranno fior fior di sviluppatori ed esperti per evolvere il tuo ecommerce, fortunatamente per te Shoppy ti semplifica questo passaggio permettendo di creare la tua app fatta su misura.

Appoggiandoti a Shoppy e creando un’app per il tuo digital store Shopify, le comunicazioni personalizzate restano possibili e non rischiano di essere compromesse dall’ultimo aggiornamento di iOS. Non avvalendosi di identificativi esterni, un applicazione mobile ti permette di avere sempre sotto controllo il comportamento dei tuoi utenti, attraverso i dati inseriti dagli utenti stessi e le azioni che essi svolgono nel tuo asset digitale. Per tracciare la tua audience, un’app utilizza dei metodi proprietari che si avvalgono esclusivamente dei dati raccolti al suo interno, al fine unico di offrire ai tuoi utenti una migliore esperienza di navigazione e acquisto.

Per questo, costruendo la tua app con Shoppy, potrai continuare a progettare notifiche push personalizzate in base alle azioni dei tuoi utenti (aggiunta al carrello, acquisto, mancata apertura dell’app) e messaggi in-app che propongano loro contenuti interessanti. Il tutto, senza mai dimenticare di quanto la loro privacy sia importante e senza mai dipendere da decisioni che non siano tue

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