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Come il design della tua app migliora l’esperienza dei tuoi clienti

Come il design della tua app migliora l’esperienza dei tuoi clienti

Ti sei mai chiesto quanto la scelta del layout e del design possa influenzare i processi decisionali dei tuoi consumatori?

Oggi, la principale preoccupazione degli attori del mondo Ecommerce e Mobile commerce è quella di arrivare agli utenti in maniera sempre più diretta. Nel farlo, però, considerano quasi esclusivamente numeri, dati, statistiche che mostrano dei risultati, senza tener conto di cosa abbia portato alla loro realizzazione. Si trascura, in questo modo, un fattore chiave che spiega il comportamento d’acquisto di molti consumatori: la componente emozionale. I colori, i suoni, i messaggi che compaiono nell’interfaccia di website e app sono decisivi per trasformare i tuoi utenti in clienti effettivi. Di conseguenza, un’interfaccia e un’esperienza mal progettate, possono farti perdere una sostanziosa fetta di clientela.

Se pensi di rientrare nella categoria di merchant appena descritti, questo articolo è proprio ciò che fa per te! Leggilo per scoprire come la componente visiva sia entrata a far parte degli studi economici e come UI (e UX) stiano influenzando i tuoi clienti più di quanto immagini.

Visual marketing, neuromarketing ed emozioni

Partiamo, innanzitutto dall’analisi di come si sia evoluto il marketing nel corso degli anni. Conoscerne le tradizionali leggi di funzionamento non è abbastanza per sbaragliare efficacemente la concorrenza. Proprio per questo motivo, l’ambito commerciale oggi si divide in numerose branche complementari tra loro, che si concentrano sui diversi aspetti nascosti dietro alla promozione di un prodotto.

Il visual marketing è una di queste branche. Si tratta di un insieme di pratiche volte a fornire un contesto agli oggetti (materiali o immateriali), quando questi vengono presentati su una rivista, un website, un’app, correlando economia e psicologia. Infatti, una delle osservazioni alla base del successo della componente grafica, riguarda proprio la velocità di elaborazione da parte del cervello di dati visivi piuttosto che testuali. I primi, oltre che essere più facilmente memorizzabili, sono anche assimilati 60.000 volte più rapidamente rispetto ai contenuti testuali. Da ciò si evince che, per essere ricordati tra circa 2 miliardi di website e oltre 1 milione e mezzo di app, bisogna colpire i consumatori con contenuti visivi di impatto, che rimangano nella loro mente.

Accanto a questo compartimento di analisi, si è sviluppato e sta assumendo sempre più importanza un settore di studio ancora più legato alla componente emozionale del consumatore. Stiamo parlando del neuromarketing, che assume i caratteri di una vera e propria scienza e attraverso studi biometrici sulle percezioni degli utenti, supporta le decisioni legate alla comunicazione. Le ricerche condotte in quest’ambito hanno dimostrato come sondaggi e questionari non siano sufficienti a definire cosa vogliano i clienti, spesso inconsapevoli delle emozioni che li orientano verso una scelta piuttosto che un’altra. L’economia da sempre ci insegna come gli individui siano portati ad effettuare delle scelte di consumo che massimizzino la loro utilità, secondo un criterio di razionalità. E questo è vero, ma solo in parte. Infatti, considerando che il 95% dei processi decisionali è spiegato da fattori irrazionali, suscitare emozioni negli utenti è imprescindibile per mettere in campo una strategia di successo.

Dalla psicologia al design: UI/UX

Come risvegliare questa componente psicologica nel tentativo di convertire gli utenti in clienti? Offrendo loro una User Experience unica e indimenticabile.

L’acquisto di un prodotto oggi non è solo frutto di un’esigenza di consumo. Diventa un’occasione per vivere un’esperienza gratificante e soddisfare bisogni emotivi (basti pensare allo shopping “curativo”, la cui necessità nasce per risollevare il proprio umore in seguito a una brutta giornata). Si evince che, per una strategia di vendita che si rispetti, i riflettori non devono più essere puntati sull’offerta ma sul cliente e sulla sua esperienza. Da qui, la trasformazione del ruolo del designer che, oltre a fornire una User Interface (UI) di impatto, si assume la responsabilità di disegnare e costruire un percorso che guidi il consumatore nella sua navigazione.

I significati di User Interface ed Experience non vanno però sovrapposti.

Quando parliamo di User Interface (UI), facciamo riferimento alla progettazione grafica, al design, al layout di un prodotto digitale. E’ una progettazione che deve tener conto di cosa gli utenti desiderano vedere, di come si aspettano che un contenuto appaia ai loro occhi, senza “stupirli” in termini di usabilità. Se pensiamo ad un’app, per esempio, la componente grafica diventa un elemento essenziale, poiché proprio le immagini, le icone e i colori devono indicare all’utente come muoversi all’interno di quello strumento. Qualora egli non riesca subito a trovare quello che cerca, infatti, è spinto ad abbandonare la sua ricerca o (peggio ancora) trasferirsi su una piattaforma concorrente, con cui abbia maggior familiarità e praticità. E proprio a tal proposito, ci troviamo a parlare di User Experience (UX), dove l’oggetto del “disegno” non è più una schermata o un’interfaccia, ma il vero e proprio viaggio del cliente. Quando si fa riferimento all’UX, infatti, si tiene conto non solo di come venga presentato un prodotto, ma delle sensazioni che questo è in grado di suscitare e di tutte le attività ad esso collegate. Il designer analizza i diversi percorsi mentali del consumatore, ipotizzando diverse necessità che diventano gli starting point (sta cercando un prodotto in particolare? vuole aggiornare il suo profilo? vuole controllare il carrello?) e posizionando le soluzioni rispetto ognuno di questi in modo che la risposta a ciascun bisogno sia intuitivamente percepibile.

Perché una UI efficace trattiene i tuoi utenti e migliora l'UX

Una volta chiarita la differenza tra UI e UX, possiamo provare ad applicare i due concetti indistintamente a degli esempi pratici. Pensa ad un’app di shopping chese hai un Ecommerce, non puoi non avere! Una tattica molto efficace è quella di posizionare il carrello al centro di una tab bar. L’occhio umano è abituato a non sforzarsi troppo per “allargare le proprie vedute”, quindi ricorda e percepisce in modo molto più chiaro le informazioni che sono al centro della pagina (in alto o in basso) piuttosto che quelle posizionate in un angolo. Questa strategia stimola l’utente a tenere sempre monitorato il suo carrello e ad effettuare, prima o poi, quell’acquisto verso cui aveva mostrato interesse.

Rimanendo nell’ambito mobile, pensiamo a ciò che appare sullo schermo di un utente quando clicca sull’icona dell’app per avviarla. Davanti ai suoi occhi viene proposta, solitamente, un’immagine che, nonostante duri pochi secondi, è in grado già di determinare se quello che l’utente ha davanti sia un prodotto di qualità o meno. Prova a pensare per un attimo a cosa capterebbe il suo cervello guardando questo schermo:

Non importa quanto sia accattivante e comunicativa l’immagine posta al centro. L’attenzione andrebbe inevitabilmente sullo spazio nero rimasto inoccupato vicino ai bordi, dando l’impressione che l’immagine non sia stata caricata correttamente. Si crea una sorta di elemento di disturbo nell’elaborazione delle informazioni grafiche e il prodotto viene immediatamente etichettato come “mediocre”. Se infatti al vostro utente venisse proposta una schermata di questo tipo, il grado di soddisfazione sarebbe sicuramente superiore.

Conclusione

Questi sono solo pochissimi esempi di come una buona UI di base possa migliorare l’UX dei tuoi utenti e la loro percezione deI tuo marchio. Studiare i contenuti è solo il primo passo: presentarli bene è ciò che fa la differenza!

Voglio lasciarti proponendoti quest’ultimo fun factil tuo stesso brand, nella mente di ciascun consumatore, si caratterizza come un’immagine. Ognuno di essi, probabilmente, vedrà un’immagine differente perché nell’elaborazione delle informazioni entrano in gioco i suoi ricordi, le sue esperienze e cosa lo ha colpito di più di te. Ciò nonostante, tutte le loro visioni prenderanno forma da una “bozza” comune: il messaggio che tu gli comunichi.

Ciò che vedono quando si approcciano con la tua attività è confusionario? La loro immagine di te sarà qualcosa di negativo. Ma, se al contrario ciò che vedono è semplice, efficace e funzionale, no matter what ti ricorderanno con piacere e si rivolgeranno sicuramente a te quando ne avranno bisogno.

Cosa ne possiamo concludere? Che anche l’occhio vuole la sua parte, soprattutto nel marketing! Prendi la strada migliore per crescere, suscita emozioni nei tuoi utenti e sviluppa la tua migliore strategia di successo.  😉

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